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Standard di lavoro
PYRENEES GASCOGNE
 
Il Bracco Francese è un cane di carattere dolce e bonario, molto intelligente, ma che sopporta assai male il lavoro continuo all'inglese né l'addestramento alla prussiana.
I nostri cani vogliono comprendere da se stessi ciò che si desidera da loro, ma hanno in genere, l'inconveniente di male incassare le brutalità.
Essi si manifestano generalmente presto e si addestrano quasi da soli per far piacere al loro maestro. Tuttavia accettano male da quest'ultimo, le punizioni che essi credono immeritate.
La nostra razza, nel "Tipo Pyrénéés" ha uno stile abbastanza differente da quello del "Tipo Gascogne".
I soggetti piccoli sono generalmente impetuosi e rapidi.
I soggetti più grandi, in ragione della loro morfologia più pesante, sono meno veloci.
 
IL GALOPPO

Il Bracco Francese "Tipo Gascogne" è un galoppatore medio, la velocità non deve essere ricercata a tutti i costi, ma questi cani devono essere capaci di galoppare a lungo alla stessa andatura.

Appena cominciano, sembrano partire per una corsa di mezzo-fondo e non per una di 100 metri.

Il galoppo deve essere agile e parsimonioso talvolta intervallato dal trotto qualora ci sia un dubbio su alcune emanazioni deboli per il "Tipo Gascogne".

Il galoppo del "Tipo Pyrénéés" è nel suo insieme più rapido e più costante.

 
LA CERCA

Essa deve essere intesa aperta, coprente molto terreno; ma il Bracco Francese lavora con intelligenza e il suo istinto, non dovrà dare mai l'impressione che sia stato domato al meccanismo.

Se fa talvolta alcuni giri in dentro e anche se frena o ripassa quasi nello stesso posto, è

perché ha una sensazione, avvertendo che c'è il rischio di superare la selvaggina o di farla volare.

Questa caratteristica come i controlli al terreno se sono giustificabili e brevi non dovranno essere considerati come errore, ma al contrario, bene.

 
IL PORTAMENTO DEL CAPO

Esso dovrà trovarsi praticamente nel prolungamento della linea del dorso.

Tuttavia, non è costante, potrebbe essere portato talvolta, al di sopra dell'orizzonte, ma anche al di sotto, vale a dire che egli deve cercare l'odore dove si trova nella tale o tal'altra condizione.

Si ha l'impressione di un cane che domina la situazione. Egli è attentissimo, e con la mobilità della sua testa, niente può sfuggirgli.

 
LA FERMA

Il Bracco Francese è molto fermo, ma non esageratamente catalettico.
I nostri cani durante la ferma conservano tutta la loro cognizione, ciò facilita molto la possibilità del "passo strisciato".

La posizione ideale del Bracco Francese nella ferma è la posizione in piedi. La testa si trova nell'angolo dell'emanazione, l'orecchio un po' rialzato, l'occhio fisso, la coda meno alzata di quella del Bracco Tedesco, spesso nella posizione detta "ore otto e dieci" e rigida.

Se il conduttore si trova lontano, alle sue spalle, il cane può girare la testa verso di lui, poi la testa ritorna verso la selvaggina come per indicare il posto esatto dove si trova l'animale. A questo punto il cane deve rimanere immobile e spingersi in avanti (scivolare verso la selvaggina) solo all'ordine del suo conduttore.
La ferma può essere sdraiata quando, superata la selvaggina durante il percorso, l'emanazione ritorna verso di lui con il vento.

 
IL PASSO

Esso può essere più o meno energico e rapido, ma deve essere sempre autoritario.

In ogni caso il Bracco Francese deve rimanere teso, accade, a volte, malgrado un passo autoritario, che la selvaggina prenda troppa distanza, il cane può allora seguire la traccia per qualche metro affinchè possa riprendere l'odore diretto dell'animale.

Il cane deve restare fermo all'alzarsi della selvaggina così come allo sparo.

 
IL RIPORTO

La maniera di ritrovare la selvaggina morta o ferita è molto più importante e utile del modo di riportarla al conduttore.

Quando la traccia è intensa e l'odore è forte, il cane va al galoppo a naso alto. Al contrario, se l'emanazione è incollata al suolo e la traccia è difficile, il naso è basso.

Il dente dolce è molto ricercato. La velocità del ritorno al conduttore è di una importan-za molto relativa, ma il riporto (poiché questo non è una fatica) deve essere gioioso, senza però che il cane si trastulli.

 
METODO DI LAVORO
STILE INERENTE ALLA RAZZA DEL BRACCO FRANCESE

Il lavoro dei nostri cani in realtà non deve assomigliare né a quello del pointer inglese, né a quello del bracco tedesco.
La razza britannica è stata creata con l'80% di sangue di bracchi provenienti dai due versanti dei Pirenei, ma le addizioni esogene e una selezione intensiva sono state fatte per dare più brio e una velocità pura.
Il bracco tedesco, razza di origine vicino a quella dei bracchi francesi è stata voluta, al contrario, dagli allevatori d'oltre Reno per un uso polivalente con, in particolare, la ricerca della cattiveria.
Questa durezza dei simpatici cugini tedeschi, permette loro di sopportare un addestra mento rigoroso e severo. Essi acquisiscono facilmente così lo strozzamento o l'uccisione con l'aiuto di un solo colpo di denti contro gli animali selvatici e i gatti.
Il riporto della volpe è così facilmente acquisito.

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Il bracco francese è un cane di carattere dolce e bonario, molto intelligente, ma che mal sopporta la meccanizzazione all'inglese, né la formazione alla prussiana.
I nostri cani vogliono comprendere da se stessi ciò che si desidera da loro, ed inoltre hanno generalmente l'inconveniente di accettare male le brutalità.
Essi si manifestano immediatamente e si lasciano addestrare quasi solo per far piacere al loro maestro, ma accettano male da quest'ultimo le punizioni che essi ritengono immeritate.

La nostra razza "Tipo Pyrénéés" ha uno stile un po' differente da quello del "Tipo Gascogne". I piccoli soggetti sono in generale più impetuosi e rapidi (ricordando i loro antenati che gli antichi scrittori descrivevano come sembranti volare al di sopra del sole).
Tuttavia, le nostre due varietà di cani non lavorano mai veramente alla maniera degli inglesi. In generale niente presso di loro è teatrale: né alta velocità, né immobilità esagerata, né portamento di testa immutabile e "Mussoliniano".

I nostri cani danno l'impressione di economizzare al massimo le loro forze come se lavorassero misurando la prestazione. Appena iniziano, sembrano partire per una corsa di mezzo fondo e non per una corsa di 100 metri. Si ha sempre l'impressione che prendano la partenza come se dovessero cacciare una giornata intera, e non per una prestazione di un quarto d'ora.

L'arresto è molto fermo, ma non esageratamente catalettico. I nostri cani conservano tutta la loro cognizione, ciò facilita molto la possibilità di "guidare" con razionalità e ugualmente seguire l'ordine quand'anche il conduttore non possa arrivare alla selvaggina in ragione di un ostacolo insormontabile.

Il bracco francese, lavora con la sua intelligenza e il suo istinto, non deve mai dare l'impressione che sia stato domato al meccanismo.
Se talvolta fa dei giri all'interno, oppure frena o ripassa vicino allo stesso posto, è perché spesso ha una sensazione, avvertendo che c'è il rischio di oltrepassare la selvaggina e di farla volare.
Questa caratteristica, così come i controlli del terreno, se sono brevi e giustificabili, non dovranno essere considerati come errore, ma al contrario, bene.

Il portamento della testa non deve essere necessariamente molto alto, ma variabile, vale a dire che il cane deve ricercare l'emanazione dove essa si trova in questa o quella situazione.

Il galoppo è agile e parsimonioso e può essere talvolta intervallato dal trotto allorquando ci sia un dubbio su alcune emanazioni deboli.

La linea della coda deve essere meno alta di quella del bracco tedesco, anche in periodo di eccitazione. Durante la ferma, l'angolo della coda si presenta nel modo che viene definito a "ore otto e dieci". Per dare l'impressione di "cacciare con gioia", la coda può essere animata da un movimento di andirivieni durante la cerca e l'avvicinamento della selvaggina ma dovrà essere rigida in posizione di ferma.

La maniera di ritrovare la selvaggina ferita è molto più importante e utile del modo di riportarla al maestro. Quando la traccia è intensa il bracco va al galoppo e ha il naso molto alto se l'emanazione è forte e alta, al contrario va al piccolo passo e porta il naso a terra se l'odore è incollato al suolo ed è fuori vento e la traccia è difficile.

Il dente dolce è molto ricercato. Sarebbe meglio che il vostro cane rischiasse di lasciar passare uno o due secondi per eccesso di dolcezza piuttosto che schiacciare la selvaggina per eccesso di passione.

La velocità del ritorno verso il maestro non deve contare; (la selvaggina è assai rara e preziosa per cui non si deve avere l'impressione di eseguire un lavoro "a cottimo"). Se il ritorno al maestro dura 20 secondi al posto di 10, il divertimento non sarà che doppio sia per l'uomo che per il cane.

Le prove con la selvaggina sparata sono le più interessanti per la selezione. Esse sono molto più difficili per numerose ragioni.
In estate o in autunno, le condizioni delle tracce sono più dure, in quanto la vegetazione è molto più varia.
I punti sono spesso molto più vari e più duri da conquistare sulle quaglie, sui fagiani che pedinano velocemente, sulle lepri che sanno trattenere i loro odori allorquando si sentono in pericolo.

I nostri bracchi non dovranno essere scoraggiati dal terreno incolto, dai cespugli, dalle spine, dalle paludi, dall'acqua alta.

Essi non devono presentare segni di nervosismo, per esempio con l'ansimare aspettando lo sguinzaglio, con le sferzate brutali e con i lamenti di nervosismo al guinzaglio ecc...
Il bracco francese non è sensibile al caldo, alla siccità e alla sete.

Noi non dobbiamo essere tutti uguali con uno stile troppo stereotipato da imporre, perchè spesso in qualunque razza, esistono delle sfumature che conferiscono al cane una impronta speciale.

Per riassumere, il bracco francese non deve essere un "istrione" né deve ricercare gli effetti brevi e spettacolari, ma deve essere un collaboratore gradevole, intelligente e pratico per un lavoro di ampio respiro.

 
Così deve basarsi la vera selezione
 
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